sabato 12 dicembre 2015

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

Publio Terenzio Afro fu un commediografo, e fu il primo scrittore latino proveniente dall’Africa, da Cartagine, come si ricava anche dal cognomen Afro, che è un antico nome servile.

Infatti, secondo la biografia di Svetonio nel De Poetis, riportata da Elio Donato nel IV sec. d.C., all’inizio del commento alle commedie terenziane, Terenzio venne a Roma come schiavo del senatore Terenzio Lucano, che gli diede il suo nomen e presto lo affrancò, cioè lo liberò, notandone l’ingegno e le capacità artistiche.
La data di nascita di Terenzio è fissata dalla biografia svetoniana al 185 a. C., ma è probabilmente da spostare a qualche anno indietro, attorno al 190, perché se la data della morte è quella del 160/159, quando il commediografo aveva ancora 25 anni, e la prima commedia è del 166 a. C., allora si dovrebbe pensare che la sua carriera sarebbe cominciata a 19 anni e il suo ingegno e le sue capacità artistiche, notate da Lucano, Terenzio le avrebbe manifestate all’età di 12 o 15 anni!

martedì 13 ottobre 2015

Pseudolus

Ho sentito che volete leggervi un Pseudolo. vi dico un posto dove potete trovarvelo e pure gratis in traduzione: cliccate qui.
Intanto che resta chiusa la Biblioteca voi trovate i testi di tutte le mie commedie in traduzione e scaricabili gratuitamente a questo URL: ProgettOvidio: Plauto

Non fate i furbi, che tanto ve le dovete leggere entro Natale almeno 18 a testa


mercoledì 23 settembre 2015

Il complesso di Elettra

L’Orestea (Ὀρέστεια) è una trilogia formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi e seguita dal dramma satiresco Proteo, andato perduto, con cui Eschilo vinse il concorso delle Grandi Dionisie nel 458 a.C.. Le tragedie che la compongono rappresentano un’unica storia suddivisa in tre episodi, le cui radici affondano nella tradizione mitica dell’antica Grecia: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitennestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione finale ad opera del tribunale dell’Areopago.
Delle trilogie di tutto il teatro greco classico, l'Orestea di Eschilo è l'unica che sia sopravvissuta per intero.

Elettra era figlia di Agamennone e Clitennestra, sorella di Oreste e Ifigenia. Dopo la morte del padre Agamennone per mano di Clitennestra dell'amante Egisto, Elettra istiga il fratello Oreste a vendicare il padre.Con l'assassinio di Egisto un altro tassello della maledizione scagliata da Mirtilo contro Pelope e i suoi discendenti, si era aggiunto agli altri che avevano contraddistinto l'odio fra Atreo e Tieste.

La figura di Elettra ha ispirato numerose opere letterarie. Su di lei scrissero tutti e tre i grandi tragediografi grechi: Eschilo, Sofocle ed Euripide. In tempi moderni ricordiamo
Oreste - Tragedia di Vittorio Alfieri
Il lutto si addice ad Elettra (Mourning Becomes Electra) - Opera di Eugene Gladstone O'Neill
Le mosche di Jean-Paul Sartre.

sabato 19 settembre 2015

Il dilemma di Antigone

domenica 13 settembre 2015

Teatro Greco

Noi studiamo questo teatro in funzione della Letteratura latina, quindi possiamo evitare di addentrarci nei dettagli, tuttavia è bene sapere che ci sono quattro ipotesi sulla nascita della tragedia greca: 1) sviluppo naturale dalle forme preeesistenti alla drammaturgia, quindi dall'Epica alla Lirica, prima monodica e poi corale. 2) Ipotesi Dionisiaca. 3) Ipotesi Eroica 4) Ipotesi Misterica. Aristotele racconta che la tragedia derivava dal Ditirambo, un inno eroico che divenne un canto corale in onore del dio Dioniso. 
Fu Tespi, nel VI secolo a.C, a inventare la drammatizzazione e la distinzione tra il coro (gli amici dell'eroe) e l'attore (l'eroe).

Il Teatro














Attori e maschere

Tutti i ruoli erano interpretati da uomini adulti. Nelle tragedie a noi note, gli attori sono sempre due o tre, ognuno dei quali interpreta uno o più ruoli. Poteva anche capitare che un personaggio venisse interpretato da più attori a turno

Gli attori portavano una maschera, generalmente in tessuto o intagliata nel legno, che copriva il viso e gran parte della testa, compresi i capelli, mentre erano libere le aperture per gli occhi e la bocca. Le maschere variavano per l'interpretazione di ruoli diversi ricoperti dallo stesso attore e per la percezione delle emozioni espresse sul volto. La dotazione era completata da un costume ornato e dagli attributi del personaggio (lo scettro del re, la spada del guerriero ecc).

Coro
Una delle caratteristiche principali della tragedia è la distinzione, nata dal ditirambo, tra i personaggi interpretati da attori ed il coro, Formato daI coreuti (originariamente dodici, in seguito portati a quindici) che cantavano e danzavano guidati dal corifeo.
Il coro, in effetti, rappresenta un personaggio collettivo, che partecipa alla vicenda tanto quanto gli attori stessi. Nelle Eumenidi di Eschilo il coro è formato dalle terribili Erinni (che perseguitano Oreste per l'omicidio della madre), nelle Baccanti di Euripide sono invece in scena le seguaci di ioniso, nelle Trachinie, che abbiamo visto l'anno scorso, le donne di Trachis.
Le parti scritte per gli attori sono in trimetri giambici e prive di accompagnamento musicale, quelle del coro sono cantate in metri lirici e accompagnate dalla musica dell'aulos.

La rappresentazione

Era strutturata secondo uno schema rigido, costituito da: 
- prologo (da prò e logos, discorso preliminare),
- parodo, che consiste nell'entrata in scena del coro
episodi (epeisòdia) in genere tre, nei quali si sviluppa l'azione scenica vera e propria
- stasimi, intermezzi che separano gli episodi in cui il coro commenta, illustra o analizza la situazione che si sta sviluppando sulla scena.
- esodo (èxodos), o conclusione.


I nuovi spettacoli venivano rappresentati in particolari momenti dell'anno durante le feste religiose dedicate al dio Dioniso. Nell'Attica tre erano gli appuntamenti principali:




Il teatro di Dioniso ad Atene 

aveva una capienza di oltre 15.000 spettatori

Le grandi Dionisie (Marzo)
Durante le Dionisie si svolgeva una gara fra tre autori ognuno dei quali doveva presentare una tetralogia composta di tre tragedie e un dramma satiresco; ogni tetralogia veniva recitata nello stesso giorno a partire dal mattino fino al pomeriggio inoltrato, così che le rappresentazioni tragiche duravano tre giorni, Il quarto giorno era dedicato alla messa in scena di cinque commedie, che costituivano una competizione separata, riservata alle opere comiche. Alla fine dei tre giorni di gara si attribuiva un premio al miglior autore, al miglior attore e al miglior coro.

Le Lenee (Gennaio)
Anche qui le rappresentazioni avvenivano al teatro di Dioniso, ma il pubblico era esclusivamente ateniese, a causa delle condizioni climatiche invernali, avverse ai viaggi. Inizialmente alle Lenee si rappresentavano cinque commedie, poi, nel tardo V secolo, si cominciò a rappresentare anche tragedie: due autori presentavano due tragedie a testa.

Le Dionisie rurali
Erano feste che si svolgevano in inverno nei demi intorno ad Atene. Al loro interno, si facevano rappresentazioni teatrali di importanza minore. Recandosi nei vari demi, un appassionato poteva assistere a numerose rappresentazioni l'anno precedente.






I mille volti di Medea

venerdì 17 aprile 2015

Le donne e il trucco

Il vano belletto e ornamento delle donne: le donne e il trucco dall'Età d'Augusto al Rinascimento


a questo URL trovate gli appunti e l'antologia
http://www.scribd.com/full/53212268?access_key=key-63nw1rv2uuqtfxn25fd
c'è tutto quello che vi serve su Bernardino da Siena e Christine de Pizan (a proposito date un'occhiata a questo post: Christine vs Cristina)

se non vi funziona il link, qui sotto  ho 'embeddato' il documento 

lunedì 30 marzo 2015

Canti antichi per la Pasqua e per la primavera



Cedit Frigus Hiemale (Paris, BN, Lat 5132)
la prima volta che ascoltai questo conductus avrò avuto 15 anni. Era su un nastro, poco più che una demo, che avevano portato alle Feste Medievali di Offagna i Cantilena Antiqua Ensemble, che adesso hanno anche una pagina su wikipedia, ma vent'anni fa erano davvero agli inizi e davvero poco conosciuti (non che chi faccia musica medievale assurga a grandi vette di popolarità...). 
Questo pezzo , devo dire che mi ha subito folgorato, Quella demo è diventata un album meraviglioso, Ondas do Mar, con brani del Llivre Vermell e di Martin Codax, ma purtroppo non c'era più spazio per il conductus Cedit Frigus, ormai fuori tema. Né negli album che sono stati pubblicati non ha più trovato spazio. Così adesso che in rete si trova tutto ho comprato altri dischi, sono riuscito persino a trovare gratuitamente il testo e lo spartito, ma quell'interpretazione, per me archetipa, di Albarello e Zuffi non posso farvela ascoltare 






Poesies Populaires Latines Du Moyen Age (con qualche errore)

Cedit frigus hiemale,
redit tempus aestivale ,
juventus laetatur.

Ecce tempus est vernale,
quo per lignum triumphale,
inter ligna nullum taie ,
genus hominum mortale
morte liberatur.

Judaeorum turba duce,
nucleus exit de nuce;
nudus ponitur in cruce ;
terra tremit et sol luce
propria privatur.

Accusatur, condemnatur,
ligatur et flagellatur ;
aceto, felle potatur l
opprobriis satura tur -,

spinis coronatur.
Gens judaea, crucifige
damans, tormentis afflige ^
per membra clavos infige !
Adam Avemi de Styge

extractus laetatur.

Gaude , plebs religionis -,
dies resurrectionis
instar (1. instat), novis plaude sonis \
expende tempus in bonis ,
dum spatium datur !









venerdì 20 marzo 2015

ESERCIZI (tratti da atuttascuola.it )

- Sottolinea le forme di ablativo assoluto;
- Giustifica morfologicamente l’uso del participio;
- Giustifica sintatticamente l’uso del participio, analizzane la consecutio temporum ed il  valore subordinante;
- Traduci.

A) De Bello Gallico:
 - Regno occupato per tres potentissimos ac firmissimos populos sese totam Galliam  capere posse sperant (I,3)
 - Relinquebatur una per Sequanos via, qua Sequanis invitis propter angustias ire non poterant. (1.9)
 - Dumnorige licente, contra liceri (audet) nemo (I,18)
 - Capto monte et succedentibus nostris, Boi et Tulingi proelium redintegrare coeperunt (I,25)
 - Ariovistus, exercitu suo praesente, conclamavit (I,47)
 - Propter latitudinem fossae murique altitudinem, paucis defendentibus, expugnare non potuit (2,12)
 - Caesar, obsidibus acceptis primis civitatis atque Galbae regis duobus filiis, armisque omnibus ex oppido traditis, in deditionem Suessones accepit (2,13)
 - Totis fere a fronte et ab sinistra parte nudatis castris, omnes Nervii confertissimo acie, duce Boduognato, ad locum contenderunt (2,23)
 - Tertium iam hunc annum regnantem inimici palam multis ex civitate auctoribus interfecerunt. (5.25)
 - Mons Cebenna… durissimo tempore anni altissima nive iter impediebat, tamen discussa nive …atque ita viis patefactis summo militum labore ad fines Arvernorum pervenit.
 (7.8) - Datur petentibus venia, dissuadente primo Vercingetorige, post concedente et precibus ipsorum (degli stessi) et misericordia vulgi (7.15)
 - Multis undique vulneribus acceptis, nulla munitione perrupta, se ad suos receperunt (7. 82).

B) En. Lib.I
- Primus ibi ante omnis, magna comitante caterva, Laocoon ardens summa decurrit ab arce (2.40-41) - Fit sonitus, spumante salo (2,209)
 - Caeduntur vigiles, portisque patentibus, omnis accipiunt socios atque agmina conscia iungunt (2,264
 - Iam Deiphobi dedit ampla ruinam, Vulcano superante, domus (2.310)
 - (Ego) descendo ac, ducente deo, flammam inter hostis expedior (2.632)
 - Iamque rubescebat stellis aurora fugatis, cum procul obscuros collis humilemque videmus Italiam (3.521)
 - Teque datis (ego) linquo ventis, palmosa Selinus (3.705)
 - At regina (Dido), pyra penetrali in sede sub auras erecta ingenti, taedis atque ilice secta, intenditque locum sertis et fronde coronat funerea (4.504).

C) Fedro:
Hic conspiratis factionum partibus / arcem tyrannus occupat Pisistratus… forte una tacite profert e stagno caput, / et explorato rege cunctas evocat. (1.2)
 - Sic est locutus partibus factis leo(1.6)
 - At ille, dum etiam vocem vult ostendere, / lato ore emisit caseum (1.13)
 -Terrore offuso et perturbatis sensibus / derepit ad cubile saetosae suis (2.4)
 - Ovem rogabat cervus modium tritici, / lupo sponsore. (1.16)
 - Instante partu mulier actis mensibus / humi iacebat, flebilis gemitus ciens. (1.18)
 - (Atriensi) tunica ab umeris linteo Pelusio / erat destricta, cirris dependentibus, / perambulante laeta domino viridia (2.5)
 - Lis ad forum deducta est, vespa iudice (3.12) -


GIOCO AUTOVALUTAZIONE

Anche in italiano abbiamo il costrutto dell’ablativo assoluto


Nell’ablativo assoluto l’elemento verbale è sempre espresso


L’ablativo assoluto può essere espresso anche in iperbato


L’ablativo assoluto si può rendersi anche con proposizione concessiva italiana


L’ablativo assoluto può trovarsi espresso anche col participio presente


L’ablativo assoluto non si trova mai espresso senza verbo


L’ablativo assoluto può trovarsi espresso col participio perfetto


L’ablativo assoluto corrisponde ad una proposizione subordinata


L’ablativo assoluto può rendersi in italiano con una proposizione temporale


Al costrutto latino dell’ablativo assoluto può corrispondere il costrutto del participio assoluto




giovedì 19 marzo 2015

Esercizi sull'Ablativo Assoluto


1. Locis superioribus occupatis, hostes castra posuerunt
2. Tarquinio regnante, Pythagoras in Italiam venit
3. His rebus cognitis, Caesar gallorum animos verbis confirmavit
4. Mortuo Tullo, res ad patres redierat
5. Pulso frate, Amulius regnat
6. cupientubus omnibus, Caesar imperavit ut proelio committerent.
7. Amico Rogante, nonne id facis?
8. Flaminius, religione neglecta, cecidit apud Trasumenum